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Come Scrivere un Articolo Formativo per il Tuo Blog

Scrivere un articolo di un blog non è affatto banale. Se stai utilizzando un sistema di Marketing Formativo™ allora quell’articolo può fare davvero la differenza nella tua strategia di Business. Per questo ci sono alcune regole molto importanti da seguire.

La prima riguarda il titolo.

Non usate le frasi del marketing che avete creato per catturare l’attenzione del target che NON vi conosce, nei post dedicati al target che GIA’ vi conosce!

Anzi, detto per inciso: visto che qui si parla (“tanto” e “bene” aggiungo e NON per piaggeria) di Marketing Formativo, il consiglio che vi do è ancora più sintetico:

NON siate autocelebrativi sulla clientela FIDELIZZATA!

Non è per umiltà che lo dico, è (sempre) solo una questione di strategia più che di marketing; sulla strategia la penso come Sun Tzu:

«Quando sei forte, fingiti debole, quando sei debole fingiti forte».

 SE (e solo se) siete quelli appena arrivati su piazza, va bene presentarvi come “il più figo del bigonzo” (perché effettivamente non sei nessuno su piazza) ma poi B-A-S-T-A, altrimenti tutta la credibilità che avete preso facendo la voce grossa, la perdete in men che non si dica …e sono amarezze, si sa.

Con quel B-A-S-T-A intendo:

  • CONTINUA pure a farlo un tanto al chilo con chi NON ti conosce ancora (Chi si trova all’ingresso del tuo “Funnel” per intenderci: dove solitamente metti la roba gratis)
  • …ma NON FARLO PIU’ con chi è nei livelli più avanzati (quando fai NURTURING per intenderci, tipo il Marketing Formativo più evoluto).

La tua “cerchia ristretta”, il tuo “gruppo segreto nascosto”, i tuoi “follower” o come caspiterina vuoi chiamare i tuoi prospect già mezzi clienti, devi trattarli DIVERSAMENTE e col giusto rispetto: a loro dai materiale serio e senza quelle “sparate” tipo:

“La CIA mi bracca e non posso più mettere piede sul suolo americano perché sto rivelando che…”

Perché a meno che tu non sia Julian Assange (…e anche lì secondo me si tratta di uno storytelling costruito ad arte, mica da ridere!?) NESSUNO MAI NELLA STORIA è stato ricattato per aver spiegato una strategia di marketing, neppure Chomsky che lo ha fatto col “Mediafucking Governativo targato U.S.A.”, tu meno che mai, ok!?

E questo non è un consiglio: è una regola, se la seguite bene, altrimenti dovete conoscere L’UNICA STRATEGIA EFFICACE PER NON SEGUIRLA. Vale a dire creare una setta, una religione o un culto: tutte cose che fanno guadagnare parecchio ma il Marketing Formativo è più etico, più facile e ci fa guadagnare di più (ok: questo NON è SEMPRE vero, ma la QUALITA’ dei clienti è migliore!).

Quindi non perdo tempo a scrivervi con la headline rossa e TUTTE le prime lettere maiuscole che avete «ATTENZIONE: L’occasione Irripetibile Stra-Mega-Unica Di Scaricare (GRATIS, l’ho già detto?) La Lettera Che Ha Fatto TREMARE I Pilastri Del Mondo Dell’imprenditoria!!!»

Per due motivi:

  • Primo perché è una sciocchezza: sul Palco di Confindustria era tra il Ceo di Luxottica e il Patron di Piazza Italia che si chiedevano (sacrosantemente) chi caspiterina fossi… quindi chi volete che faccia tremare io?!
  • Secondo perché sto scrivendo sull’aereo dopo aver appena lanciato la nostra azienda sul mercato europeo e allo stesso piano dei nostri uffici di Londra il vicino di stanza è Amazon, di fronte a me c’è BlaBlaCar: davvero di starvi a raccontare come io ne sappia più di loro sul marketing online mi farebbe sentire un venditore di “Mountainbikecolvambioscimanoepentolecolfondofusoaltouncentimetro”.

Insomma: non ho bisogno di fingermi forte, preferisco solo darvi due dati sul perché potreste trovare interessante quello che faccio nella mia azienda Smart business Lab:

  1. I nostri Business Coach non sono “formatori” ma imprenditori che, prima di insegnarti come creare un’Azienda Automatica hanno automatizzato la loro, quindi non saranno showmen d’eccezione ma sono stati svegli la notte a risolvere con successo gli stessi problemi che non fanno dormire te e questo vale più di saper raccontare bene le slide o la storiella sul palco.
  2. Cerchiamo (quando è possibile) di “linkarti” con un Business Coach che proviene dal tuo settore o da un settore affine al tuo, così oltre a spiegarti per filo e per segno le procedure del nostro sistema ti da anche quell’esperienza “da strada” che fa la differenza perché è REALE; …e poi ci fa comodo perché se proviene dal tuo settore non ce la meni con la madre di tutte le scuse che ogni imprenditore cerca prima o poi di rifilare a se stesso per evitare di pensare, vale a dire “Il mio settore è differente”.

LA PARTE DELL’ARTICOLO DOVE LE COSE SI FANNO INTERESSANTI…

Veniamo a noi che adesso siete MIEI fino al resto del post e mi diverto un po’, ok?

Il modo migliore che posso scegliere per parlarvi di Smart Business Lab è farvi lavorare un po’ con me. Ai nostri clienti diamo le procedure già belle e pronte: ma loro pagano e quindi se lo meritano! Per voi che ancora non vi conosco e non conosco soprattutto la vostra realtà aziendale, darvi una procedura “buona per tutte le stagioni” sarebbe una presa ingiro: però quello che possiamo fare assieme è “un esercizio” per scrivere un post di Marketing Formativo.

SPOILER: poi se me lo mandate ve lo correggo pure e diventa una business coaching, che ne dite?!

Vediamo un po’…partiamo dal titolo che magari sei uno di quelli che “scorre” un post lungo senza leggerlo tutto:

“QUA E’ DOVE TI FACCIO FARE UN ESERCIZIO VELOCE GRAZIE AL QUALE RADDOPPIERAI LE VENDITE E IL FATTURATO DI OGNI TUO PROSSIMO ARTICOLO”

Ok, se avete iniziato a leggere da questo punto sappiate che tecnicamente questa si chiama OVERPROMISING e un titolo così serve per attirare l’attenzione, quindi usatelo, ma poi spiegate che non siete seri; state “giocando”; oppure usatelo all’ingresso del “funnel” (che per me è dove vi trovate voi adesso) ma NON quando fate Marketing Formativo serio, ok?!

Precisazione: è OVERPROMISING solo se la usate all’interno della vostra nicchia, perché si presuppone che molte cose le sappiano già i membri della vostra nicchia, se fate del marketing formativo; NON LO E’ al di fuori o meglio lì fuori è consentito, ci sono BRUTTE PERSONE che ancora scrivono gli articoli parlando delle caratteristiche tecniche del prodotto!!! E queste cose NON si sognano neppure di usarle quindi è ipotizzabile che utilizzandole otterranno davvero un risultato del genere (ma solo perché la media dei loro risultati attuali tende ad assomigliare drammaticamente allo zero).

REGOLA #1: non parlate del vostro “Posizionamento”

Ok, prima che gridiate all’anatema: sono un fan del Brand Positioning della prima ora (vale a dire da quando il buon De Veglia ha creato il posizionamento ai Guru che oggi lo insegnano nei loro corsi).

E certamente NON sto dicendo di non far evincere il vostro posizionamento nei vostri post, ok? MAI DETTO E MAI LO DIRO’. Qui però stiamo parlando di cosa dire:

  • n°1 Alla vostra nicchia
  • n°2 Nel Marketing Formativo

Come se fosse una procedura.

Quindi la risposta è: NON parlate del vostro “posizionamento” perché chi vi legge lo ha già chiarissimo (Ok, non tutti, ma la maggioranza).

Vi dirò di più: lo sanno a memoria ed è il (vero) motivo per cui continuano a leggervi!

Dagli anni 2000 (in verità dagli anni ’90, ma fa meno effetto la verità…) NON PUOI NON (leggasi “DEVI” in virtù della doppia negazione) parlare della concorrenza (e lo sappiamo già no?!). Ora questa cosa non è, come è stato sbandierato (ok, anche da me, faccio auting!) un “segreto controintuitivo” perché devi parlare del “mercato”, che è fatto di:

1) cliente
2) concorrenza

Quindi NON dirmi il tuo posizionamento: RIPOSIZIONA TUTTI GLI ALTRI (cliente compreso!)

Cioè rispondi alle seguenti domande, nei tuoi post:

  • Perché dovrei scegliere te, piuttosto che loro…o meglio ancora non scegliere nessuno di voi?
  • Cosa ti differenzia rispetto a tutti gli altri? (EVITA COME LA PESTE LE FRASI FATTE TIPO: “A differenza di…” o “Siamo gli unici che”. Ripeto ancora una volta: va bene in altre sedi, NON qui!)
  • Sei per tutti? (Indizio: NO, solo per chi è “così” e “cosà”)
  • Quale è il vantaggio positivo che mi garantisci che otterrò grazie a te? In che modo? In quanto tempo? Quanto mi costerà? Quanto mi farà guadagnare?

Ok, queste sono le COSE CHE MI INTERESSANO A ME in quanto cliente! (Messaggio per i sapientini: questa è una delle 3 eccezioni secondo gli accademici della Crusta in cui l’uso di “a me mi” è consentito, rassegnatevi).

Ok, una volta individuato il “messaggio” che voglio dare, la domanda è come ne parlo?

Leggasi: cosa scrivo?

Perché, ricordate? Abbiamo detto che NON puoi dire le stesse cose enfatiche e provocatorie che usi ALL’INGRESSO del Funnel: qua parliamo di formare clienti e prospect già molto motivati…nutrire non basta più, vanno proprio “formati”.

Facciamola corta: ecco la formula (…ma potete usarne altre, se non vi piace vincere facile e adorate complicarvi la vita!). Ad esempio. Scrivi un post così:

1) Parla del problema. Non devi imparare a vendere la cura: devi imparare a fare bene la diagnosi, poi la cura si vende da sola. Cosa non fa dormire la notte il tuo cliente? Quale è il problema che, potendo, vorrebbe risolvere prima di ogni altro? Cosa è o potrebbe diventare un INCUBO per lui? Parlane bene, per almeno 14 righe scritte in arial 14. Parlane per metà in termini ANALITICI (usa i numeri); prosegui parlandone per almeno altre 22 righe in termini EMOZIONALI; fai in modo che il lettore provi le stesse emozioni (negative o positive…meglio negative!) che prova il protagonista della tua “storia”. RIPETO: descrivilo per almeno 14 righe in termini ANALITICI (usa numeri, fatturato, dati, statistiche, cifre…rendi utili gli sforzi della tua maestra delle elementari: niente calcoli difficili, SOLO SEMPLICE ARITMETICA!). Fatto questo, poi, descrivilo per almeno 22 righe in termini EMOZIONALI (Niente CD di Gigi D’Alessio: descrivi come si sente il tuo cliente ad avere quel problema ma descrivilo BENE). Ovviamente, se vuoi fare la descrizione al positivo, descrivi come si sente ad averlo risolto con successo!

REGOLA #2: Formali su strategie concrete e applicabili

Ho detto “formali” non “insegna”, “descrivi”, “spiega” o illustra, proprio “mettili in grado di fare qualcosa una volta letto l’articolo”. Come dici? «Poi cosa gli vendo se gli do questa roba gratis?» Altro! Quando? In Upsell! Oppure le stesse cose dal vivo, col supporto di uno specialista (col mio target funziona, col vostro, fate vobis…). Perché? Perché è “Marketing FORMATIVO”, sennò scegli il FUFFAMARKETING! Questa è la parte di FORMAZIONE ok? Dammi una cosa che posso usare SUBITO e non un consiglio buono “in generale” che devo rielaborare e fare mio. Non “spunti utili” ma “soldi sul tavolino”. Non raccontarmi “la rava e la fava” mettiti su un foglio e fammi uno schema tipo “Diagramma di flusso” o “Diagramma ipodermico”.

REGOLA #3: illustra le TUE Case History

Ho detto “History” e non “Study”. Non parlarmi di “come Microsoft ha avuto successo usando la strategia di cui mi parli tu” ma di come “hai fatto ottenere successo con questa strategia all’azienda che hai seguito tu”. Aggiungi le indicazioni per rintracciare il caso, dimostra che è vero. Spiega come ha messo in pratica nel modo corretto la strategia. Questo vale sempre a meno che: A) Tu NON abbia ancora case history positiva (preoccupati). B) Tu non sia Bill Gates (in quel caso è un onore per me, Alfio e Giacomo che tu stia leggendo questo post, vecchio mio). QUINDI: Di tutti i tuoi clienti chi è che ha avuto i risultati più eclatanti usando questa strategia? Ok, metti video, foto, numeri, partite iva e ragioni sociali: non “inventarti” nulla se non il modo in cui presenti al meglio quello che è pura verità!

Ok, ricapitolando:

  • SI Riposizionamento NO posizionamento.
  • SI Case History NO Case Study
  • SI Formare NO Insegnare

Ora passiamo al FARE che è meglio: scrivete il vostro articolo ADESSO.

Se non l’avete capito vi ho appena dato un ESERCIZIO: se mi fate tornare indietro le vostre bozze GIURO che ve le correggo! A voi la palla.

Spero davvero di esservi stato utile. Quando ho iniziato a scrivere questo articolo per il blog del N.1 del Marketing Formativo™, sapevo che i lettori avrebbero avuto il fucile puntato e (sic!) che mi avrebbero “fatto le pulci”, l’ho messo in conto! Quindi datemi i vostri feedback nei commenti.

Ah, dulcis in fundo: Giacomo Bruno è anche l’Editore con il quale ho scelto di pubblicare uno degli ebook più impattanti che io e il mio socio  abbiamo mai scritto; un testo che, quando lo inviammo agli imprenditori Italiani per dare (tanto) fastidio, la cosa ci sfuggì talmente di mano che mi invitarono sul Palco Nazionale di Confindustria per parlarne!

E siccome io e Alfio quando abbiamo dei libri da pubblicare lo facciamo con “aziendine” come Mondadori e Sperling&Kupfer, questo vi fa capire la stima che nutriamo per Giacomo se abbiamo affidato alla sua Bruno Editore la distribuzione del nostro ebook con il Piano Programmatico Aziendale.

Se non avete nulla da leggere e non c’è niente in Tv o se volete diventare Imprenditori Seriali come noi, lo potete scaricare da qui:
Scarica Gratis l’Ebook L’Azienda Automatica >>

A presto,
Lorenzo Ait & Alfio Bardolla

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Giacomo Bruno

Ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori.E’ Autore di 26 bestseller sulla crescita personale e con la sua casa editrice Bruno Editore ha pubblicato 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. E’ considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon.La sua newsletter viene seguita ogni giorno da oltre 150.000 affezionati lettori. Il suo Blog e i suoi canali social sono seguiti da oltre 1.000.000 di follower. Il suo lavoro è seguito dalla Radio, dalla Stampa e dalle TV nazionali.

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